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maggio 5, 2012

Giappone: si spegne l’ultimo reattore.

Da questa sera, per la prima volta in 42 anni, il Giappone non avrà più, almeno nell’immediato futuro, energia elettrica generata dall’atomo. La decisione segue la crisi dopo l’incidente alla centrale di Fukushima. La Hokkaido Electric Power, utility dell’isola a nord di Hokkaido, disattiverà l’unità n.3 della struttura di Tomari, l’ultima attiva sulle 54 disseminata nell’arcipelago, con la procedura che partirà dalle 17:00 locali, saranno le 10:00 in Italia, e si concluderà  col blocco totale previsto alle 23:00.

Oggi centinaia di giapponesi sono in marcia per chiedere la fine definitiva dell’utilizzo del nucleare. La folla si è radunata in un parco di Tokyo dicendosi non preoccupata per gli allarmi del governo per possibili mancanze di energia nei prossimi mesi.

febbraio 9, 2012

In Italia abbiamo il gas ma Tajani riapre il discorso sul nucleare

Antonio Tajani

Io non so che senso abbia rispolverare il piagnisteo sul nucleare: un referendum popolare abrogativo ne ha sancito l’uscita lo scorso giugno. Ma Antonio Tajani vicepresidente della Commissione europea e responsabile per la politica industriale, sembra non farsene una ragione e con la gran cassa de Il Sole24ore sempre probo a questo genere di informazione ci dice:

Sul problema dell’approvvigionamento del gas all’Italia bisogna dire la verità senza fare dell’allarmismo, ma mi sembra che ora sulla scelta del nucleare una riflessione vada fatta. L’incidente alla centrale di Chernobyl fu la fine del comunismo e il disastro alla centrale atomica di Fukushima in Giappone è stato più un problema legato allo tsunami.

Debora Billi su Petrolio ci informa che il flusso di gas dalla Russia, secondo quanto riferisce Gazprom sarebbe tornato normale. In sostanza qual’è il problema? Che con questo freddo sono aumentati i consumi di gas. Noi, attraverso ENI ci riforniamo dalla Russia e da Gazprom, figli di Putin in quanto a politica economica, e che qualche giorno fa avevano annunciato con il solito giochetto del tira e molla, che avrebbero tagliato le forniture del 10%. Alché la marmellata mediatica del mainstream si è gettata sulla notizia senza neanche degnarsi di capire cosa stesse succedendo e se ci sarebbero state reali conseguenze.

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gennaio 22, 2012

Il video girato dalla sonda endoscopica all’interno del reattore 2 di Fukushima.

Dopo le foto, arrivano anche i video dell’ “endoscopia” al reattore 2 della centrale nucleare di Fukushima. Fra poco vi mostro una parte delle immagini; in fondo troverete i link alla serie completa.

Lo schizzo qui accanto evidenzia il punto in cui è stata inserita la sonda endoscopica: ha esplorato il bunker di cemento armato (“containment vessel”) in cui è alloggiato il reattore vero e proprio (“pressure vessel”).

La sonda non ha individuato nè il combustibile nucleare fuso (ha forato il fondo del reattore, è caduto sul pavimento del bunker e ha “mangiato” almeno in parte lo strato di cemento) nè l’acqua che dovrebbe coprirlo e raffreddarlo. L’endoscopia ha mostrato solo tanto vapore e gocce – tipo pioggia – di condensa.

Dunque non si sa dov’è il combustibile fuso (si sperava invece di localizzarlo), e non si sa nemmeno se è adeguatamente raffreddato. Ma guardate le immagini. Continua a leggere→

novembre 29, 2011

Pesce radioattivo made in Fukushima.

Oggi Greenpeace Giappone lancia la classifica del pesce radioattivo. Una guida al consumo che stima le precauzioni adottate dai maggiori rivenditori di pesce del Giappone per garantire ai consumatori maggiore sicurezza alimentare.

Sicurezza che, i livelli di contaminazione radioattiva ammessi dal Governo Giapponese e pari a 500 bequerel/kg, non garantiscono appieno.

Gli abitanti dell’arcipelago del Giappone storicamente dipendono dal mare per le proteine: oltre l’80% delle proteine animali della dieta nipponica deriva oggi dal mare e anche per questo il Giappone è il maggior mercato ittico del pianeta.

 

Tale stile di vita espone la popolazione locale a una delle conseguenze meno note, e più difficili da valutare, del disastro di Fukushima: grandi quantitativi di sostanze radioattive sono finite in mare, ma è difficile tracciarne il destino ed è impossibile “recuperarle”. Si tratta di un lascito pluridecennale alle generazioni future: il Cesio 137 ha un tempo di dimezzamento di trent’anni e, normalmente, si assume che la contaminazione si “azzeri” dopo dieci cicli di dimezzamento. Parliamo di tre secoli.

settembre 30, 2011

Areva Vs.Greenpeace: la Francia a 6 mesi dalle presidenziali si interroga sul nucleare.

areva contro greenpeace per l'sucita della Franciadal nucleare Durante l’Atelier de la Terre che si chiuso ieri a Evian, il mensile Terra Eco ha intervistato in un faccia a faccia Laurent Corbier direttore dello sviluppo sostenibile di Areva e Pascal Husting, direttore di Greenpeace Francia. Ovviamente al centro della discussione la prospettiva di un uscita della Francia dal nucleare dopo che Germania, Svizzera Spagna e Italia hanno deciso di chiudere o di non aprire centrali nucleari.

Areva è la multinazionale francese dell’atomo impegnata nella costruzione di centrali nucleari con reattori EPR, tra cui a Flamanville e Olkiluoto. A sei mesi dall’incidente nucleare tutt’ora in corso a Fukushima Daiichi spiega Corbier:

Sei mesi sono un tempo breve per analizzare le conseguenze, gli stessi protagonisti della filiera sanno che niente sarà più come prima. Una valutazione tecnica è in atto. Gli stress test sono stati consegnati all’ASN il 15 settembre ma c’è una riflessione più globale sull’evoluzione del settore e sulle sue prospettive.

Ma Husting ricorda a Corbier:

Ho difficoltà a credere a una proiezione del nucleare da qui ai prossimi 20 anni senza valutarne la sua uscita. I vostri affari non vanno bene e non vendete il MOX, non avete più contratti a parte che con EDF, non avete ordini, non c’è più uranio. Fossi in voi inizierei a pensare allo smantellamento delle centrali nucleari invece che attendere passivamente senza prendere una decisione politica che potrebbe arrivare tra sei mesi con le elezioni presidenziali.

luglio 20, 2011

Nucleare, Ue approva regole su smaltimento scorie.

Nucleare, Ue approva regole su gestione scorie e rifiuti Nucleare, Ue approva regole su gestione scorie e rifiuti

Nuovi obblighi in arrivo nell’Ue per la gestione e lo smaltimento di scorie e rifiuti radioattivi, generati da impianti nucleari ma anche dai settori di ricerca, industria, medicina e agricoltura. Gli Stati membri hanno infatti approvato oggi in via definitiva una nuova direttiva che dovrebbe entrare in vigore al più tardi il prossimo settembre.

In base alla nuova norma, i singoli Paesi dovranno sottoporre i loro primi programmi nazionali nel 2015 indicando i tempi per la costruzione e le modalità di finanziamento dei depositi finali. Secondo il commissario Ue all’Energia, Gunther Oettinger, si tratta di “un grande risultato per la sicurezza nucleare nell’Ue”. “Dopo anni di inattività – ha aggiunto Oettinger – l’Ue per la prima volta si impegna ad uno smaltimento finale delle scorie del nucleare. Con questa direttiva, l’Ue diventa la regione più avanzata per una gestione sicura dei rifiuti radioattivi e del combustibile esaurito”.

luglio 18, 2011

Canupis, lo studio su nucleare e cancro infantile che smentisce il Kikk. Con i soldi del nucleare

Uno studio accurato, complesso e a largo raggio sul rapporto tra tumori infantili e vicinanza alle centrali naturali che ha preso in considerazione tutti i bambini svizzeri. Ma c'è qualche ombra...

Sono stati pubblicati da pochi giorni i risultati dello studio Canupis sui possibili rapporti tra l’aumento dei tumori infantili e la vicinanza alle centrali nucleari. E’ uno studio svizzero, commissionato dalla Lega svizzera contro il cancro e dall’Ufficio federale della sanità pubblica, che ha preso in considerazione la totalità dei bambini svizzeri sotto i 15 anni.

E’ uno studio nato, dichiaratamente, per rispondere alle risultanze del famoso “Kikk”, lo studio tedesco che dimostra forti aumenti dei tumori infantili nelle vicinanze delle centrali nucleari. Canupis, a detta di chi lo ha commissionato, serviva proprio a confermare o smentire il Kikk superando, però, alcuni limiti scientifici della ricerca tedesca. Come la scelta del campione, non suddiviso tra bambini che erano cresciuti vicino la centrale nucleare e bambini che vi si erano trasferiti.

Bene, secondo il Canupis non vi è alcuna differenza statisticamente significativa nel numero di tumori contratti tra i bambini che vivono entro i 5 Km da una centrale, quelli che stanno tra i 5 e i dieci Km, quelli tra i 10 e i 15 Km e quelli che vivono ad oltre 15 Km dagli impianti nucleari svizzeri. Le differenza, in realtà, ci sono, ma non sembrano statisticamente significative: entro i 5 Km le malattie aumentano rispetto alla media nazionale mentre tra i 5 e i dieci diminuiscono. Per poi aumentare di nuovo allontanandosi ancora.

giugno 15, 2011

Nucleare: missione compiuta.

giugno 12, 2011

La Rai lascia andare McCartney per prendere Pupo.

“Forse 20 anni fa uno come Santoro non l’avrebbero fatto andare via. Obiettivamente, lasci andare Santoro e tieni Paragone? E’ come sei i Beatles avessero lasciato andare McCartney e avessero preso Pupo”. Cosi’ Maurizio Crozza nell’anteprima di “Ballaro’” tornando sul caso della separazione fra Michele Santoro e la Rai e “lamentandosi” che sembra che negli ultimi 20 anni non e’ cambiato nulla con riferimento al referendum sul nucleare.

giugno 7, 2011

La Corte costituzionale da il via libera al referendum.

La Consulta dopo tre ore di camerca di consiglio ha approvato il quesito così come riformulato dalla Cassazione. Ieri il neo presidente Quaranta aveva anticipato: “Non possiamo cancellarlo”. Il presidente emerito Mirabelli: “No alle polemiche”. Napolitano: “Voto? Sono un elettore che fa sempre il suo dovere”

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