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marzo 30, 2012

nessuno ne parla, ma in Spagna c’è stato lo sciopero generale.

Lo sciopero è iniziato alla mezzanotte di ieri ed è stato indetto dai due principali sindacati spagnoli, UGT (Unión General de Trabajadores, storicamente vicino al Partito Socialista) e CCOO (Comisiones Obreras, vicino al Partito Comunista). È l’ottavo sciopero generale dalla restaurazione della democrazia dopo la fine del regime di Franco, nel 1978 (il primo durante il governo Rajoy, che si è insediatoil 22 dicembre scorso).

Nelle prime ore di oggi ci sono stati scontri in alcuni incidenti isolati in diverse città del paese, che hanno causato l’arresto di 58 persone e il ferimento lieve di altre tre, secondo i dati del ministero dell’Interno spagnolo. I problemi principali, riporta El País, sono successi all’apertura dei mercati alimentari, con scontri tra picchetti dei sindacati e lavoratori che procedevano alle consegne nonostante lo sciopero, a volte scortati dalla polizia. A Madrid, dove si trova il mercato alimentare più grande della Spagna, la situazione è tornata normale solo dopo le tre del mattino, dopo alcuni incidenti durante la notte. El Mundo ha una mappa che segnala dove sono stati gli incidenti principali. Complessivamente, anche per il grande spiegamento di forze della polizia, la situazione è tranquilla in tutte le città spagnole.

La riforma del mercato del lavoro è una delle più radicali approvate in Spagna negli ultimi decenni. Prevede licenziamenti più facili, indennizzi minori per i lavoratori e maggiore flessibilità, ma anche aiuti e sgravi fiscali per l’assunzione di giovani e lavoratori con più di 45 anni recentemente usciti dal mondo del lavoro. Il ministro dell’Economia Luis de Guindos l’ha definita “estremamente aggressiva”. L’obiettivo è quello di ridurre il tasso di disoccupazione della Spagna, che nell’ultimo trimestre del 2011 è arrivato al record storico di 5,3 milioni di disoccupati, ossia il 22,85 per cento della popolazione, con una percentuale di disoccupazione giovanile che si attesta intorno al 50 per cento.

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