Archive for ‘economia’

marzo 28, 2014

Il successo del programma greco deve essere esportato in Ucraina.

Il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schauble è citato da Bloomberg e ripreso oggi anche dal blog di Wolfgang Munchau Eurointelligence per aver detto – è incredibile ma è proprio così – che l’Unione Europe dovrebbe utilizzare la sua espAltro…

— con Francesco Maggi

marzo 9, 2014

Ancora dieci anni di crisi per riequilibrare l’eurozona?

vlahovic-germany

di Francesco Saraceno

Gli ultimi dati Eurostat sull’inflazione mostrano che la zona euro, e l’Unione europea in generale, continuano a flirtare con la deflazione. Questo accade soprattutto perché i paesi periferici hanno tassi di inflazione prossimi allo zero. Sorprendentemente, nessun paese UE ha, nel mese di gennaio, l’inflazione sopra il target BCE del 2% (Finlandia e Regno Unito si attestano a 1,9%). La deflazione è un problema per i debitori, che vedono aumentare il valore reale del loro debito. E’ un problema per la politica macroeconomica (in particolare la politica monetaria). Ma è anche un problema per il riequilibrio. 

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marzo 7, 2014

Nessuno griderà contro i giudici che hanno emesso questa sentenza.

Derivati Milano

Ubs, Deutsche Bank, Depfa Bank e Jp Morgan assolte per la truffa dei derivati ai danni del Comune di Milano. La Corte d’Appello di Milano ha ribaltato la sentenza con cui in primo grado le quattro banche erano state condannate al pagamento di un milione di euro di multa e alla confisca di 89 milioni di euro con l’accusa di aver violato la legge sulla responsabilità amministrativa degli enti. I giudici hanno assolto anche i nove dirigenti bancari condannati in primo grado per truffa sui contratti derivati stipulati da Palazzo Marino, “perché il fatto non sussiste”. Revocata anche la confisca di 89 milioni di euro decisa in primo grado.

Nel dicembre del 2012, il Tribunale di Milano aveva condannato i quattro istituti e i nove manager per truffa sui derivati stipulati dal Comune di Milano nell’anno 2005. Subito dopo la sentenza, le banche avevano respinto ogni accusa annunciando ricorso in appello.

Il procuratore aggiunto di Milano, Alfredo Robledo, aveva parlato di “sentenza storica con la quale si riconosce il principio fondamentale che ci deve essere trasparenza da parte delle banche nel contrattare con la pubblica amministrazione“.

Accogliamo con favore la sentenza emessa oggi dalla Corte d’Appello di Milano, che ha confermato che Deutsche Bank e i suoi dipendenti hanno agito correttamente e nel rispetto della legge”, scrive in una nota Deutsche Bank.

marzo 4, 2014

Le (presunte) virtù salvifiche della riduzione del cuneo fiscale.

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di Guglielmo Forges Davanzati 

E’ da almeno un decennio che i Governi che si sono succeduti in Italia hanno ritenuto di poter creare le condizioni per la crescita economica riducendo il c.d. cuneo fiscale, ovvero la differenza fra salario lordo e salario netto. E, nell’ultimo Rapporto OCSE (Going for growth), questa misura è fortemente raccomandata per accrescere la competitività delle imprese italiane. Pare, insomma, che la riduzione del cuneo fiscale abbia virtù salvifiche.

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marzo 4, 2014

Come superare l’euro senza farsi male.

 

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Tra l’attuale, insostenibile, moneta unica, e l’idea ingenua e propagandistica che si debba uscire dall’euro un venerdì sera e poi “vedere di nascosto l’effetto che fa”, una terza plausibile via è trasformare l’euro da “moneta unica” a “moneta comune”, in un nuovo sistema di cambi tra monete nazionali

D.Palma, G.Iodice – da “Euro Tunnel”, allegato a il Manifesto del 28 febbraio 2014

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febbraio 23, 2014

Così emergenti, così europei.

Diversi paesi emergenti, con il recente deprezzamento delle valute, sono di fronte ad una nuova stagione di crisi da debito estero nelle periferie. Una dinamica non dissimile a quella che affligge l’Europa, nonostante l’assenza del cambio fisso. Senza un ritorno alla repressione finanziaria, la sequenza di euforia e collasso continuerà a spostarsi indisturbata da un paese all’altro del pianeta.

di Francesco Bogliacino, Universidad Konrad Lorenz di Bogotà (Colombia). Da Sbilanciamoci.info

La scorsa settimana l’Economist mostrava in un grafico la generale tendenza delle valute dei principali Paesi emergenti a deprezzarsi, con una forte caduta nell’ultimo mese [1].

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febbraio 20, 2014

Spagna, Italia e Francia: i fallimenti economici che presto diventerranno fallimenti politici

William Black su New Economic Perspectives analizza la situazione economica di 3 dei maggiori paesi dell’eurozona, tra cui l’Italia: le politiche economiche fallimentari imposte dalla troika stanno causando anche delle crisi politiche e sociali, con i partiti una volta progressisti e oggi “socialdemocratVisualizza altro
http://vocidallestero.blogspot.it/2014/02/spagna-italia-e-francia-i-fallimenti.html

febbraio 20, 2014

Obama, Abe, Roosevelt: ecco perché aumentare i salari combatte la recessione.

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Riprendendo la lezione della Grande Depressione, Obama e Shinzo Abe cercano di innalzare la domanda aggregata e l’inflazione attraverso l’incremento dei salari. Ecco perché può funzionare.

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febbraio 4, 2014

Istat: cresce il numero degli italiani che emigrano, anche stranieri se ne vanno

CONTROLACRISI – L’Aquila 3 feb 07:19 – Se nel 2012 il numero di cittadini stranieri che hanno lasciato l’Italia e’ in aumento rispetto all’anno precedente (+17,9%), ancor piu’ marcato e’ l’incremento dei connazionali che hanno deciso di trasferirsi in un paese estero: sono stati 68mila, il 35,8% in piu’ rispetto al 2Visualizza altro
http://www.controlacrisi.org/notizia/Lavoro/2014/2/3/39291-istat-cresce-il-numero-degli-italiani-che-emigrano-anche/

gennaio 30, 2014

Le illusioni di Saccomanni e la bassa domanda di lavoro qualificato.

 

saccomanni

di D.Palma e G.Iodice, da Left 24 gennaio 2014

E’ alta e continua a salire la febbre della disoccupazione in Italia, raggiungendo punte sempre più drammatiche nel settore giovanile dove è arrivata a superare il 42%. Ma ancor più rilevante è la lettura che di  questo dato viene proposta da chi governa , che vorrebbe ricondurre  il  fenomeno ad una insufficienza qualitativa dell’offerta di lavoro.

I giovani sarebbero infatti  poco occupabili perché non dotati di una adeguata formazione, come ha recentemente ribadito il Ministro  dell’Economia Saccomanni  affermando che “Il sistema produttivo e industriale del terzo millennio richiede preparazioni e competenze che il sistema scolastico non e’ in grado di assicurare”.

Sorretta dalle cifre che parlano di un continuo scivolamento dell’Italia in posizioni di retrovia del sistema educativo, l’osservazione di Saccomanni sembrerebbe del tutto coerente e andrebbe a individuare nelle politiche per l’istruzione e la formazione il principale nervo scoperto della nostra disoccupazione giovanile. Sennonché se si guarda ai tassi di disoccupazione relativi ai laureati si scopre che questi sono più elevati di quelli relativi ai diplomati e che le quote più alte di contratti di lavoro c.d. “instabili” si riscontrano fra i lavoratori laureati. Ciò sta a significare che si è determinato un fenomeno di overeducation , ossia la presenza di una qualificazione dell’offerta di lavoro maggiore di quella che caratterizza la domanda da parte del sistema produttivo.

Sotto questo punto vista, l’arretramento del Paese nelle classifiche dell’alta formazione sembrerebbe dunque coerente  con le caratteristiche del suo sistema produttivo, e la dotazione di risorse umane ad alta qualificazione appare persino ridondante. Invocare il miglioramento del sistema dell’istruzione e della formazione è dunque legittimo, purché si consideri la composizione della domanda di lavoro e il ruolo che su di essa esercita la specializzazione del sistema produttivo. Che nel caso italiano ha un preciso significato, considerata la caduta della sua produzione industriale: esiste un consistente problema di domanda delle merci del nostro paese legato alla qualità di tale produzione, che disabilita le opportunità di impiego delle risorse umane più qualificate, ma che condiziona sfavorevolmente anche la domanda di lavoro meno qualificata.

Tornare ad investire sul sistema produttivo per approntarne una reale riqualificazione che aiuti il rilancio della domanda, risulta per questo la priorità fondamentale.

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