Archivio per ‘economia’

maggio 22, 2013

Davvero i tedeschi sono i più poveri d’Europa?

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Una lettura approssimativa dei dati dell’indagine sui bilanci delle famiglie dell’Eurozona ha portato a conclusioni clamorose: le famiglie tedesche sono più povere di quelle dei paesi mediterranei. È proprio così? Struttura del nucleo familiare, casa di proprietà e disuguaglianza della ricchezza.

di Giovanni D’Alessio, Romina Gambacorta, Giuseppe Ilardi* da lavoce.info

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maggio 21, 2013

Giappone, le luci e le ombre dell’Abenomics: più Keynes o più Friedman?

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L’Abenomics, la dottrina economica del premier giapponese Shinzo Abe, fa discutere il mondo. Il primo trimestre del 2013 ha segnato una crescita (annualizzata) del +3,5% del Pil. Due dati positivi sono evidenti: il primo è il calo della disoccupazione (4,1%) e il secondo è la svalutazione dello Yen (-30% rispetto al dollaro) che aiuta a trainare le esportazioni. Eppure l’indice delle attività composito, un indicatore dello stato di salute dell’economia reale, continua a mostrare segni di debolezza significativi.  Il rischio, paventano molti, è che l’espansione monetaria in atto stia sì ridando fiducia, ma che essa si stia riversando principalmente sui mercati finanziari (la Borsa di Tokyo macina rialzi record ogni giorno) e non sull’economia reale, con il rischio di creare nuove bolle. A tale proposito tuttavia occorre rilevare che i capitali, invece che fluire, stanno fuggendo dal Giappone, attratti dai rialzi dei titoli di stato dei paesi deboli dell’Europa. Mentre negli ultimi giorni si è assistito ad un improvviso rialzo degli interessi sui titoli di stato giapponesi, quelli dei PIIGS sono in calo. Se questo è un vantaggio per noi per i minori interessi, dall’altro è il sintomo di un incipiente massiccio indebitamento con l’estero che, un giorno non troppo lontano, potrebbe chiederci il conto, riproducendo la crisi dei debiti sovrani dalla quale apparentemente sembriamo in lenta guarigione.

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maggio 20, 2013

Berlino, Roma e i dolori del giovane euro.

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I guai dell’Eurozona originano da una grave anomalia: l’essere imperniata su un paese esportatore, che drena valuta invece di crearla. Il ritorno della Mitteleuropa. Il bluff delle ‘triple A’. Se la moneta comune salta, un’Italia senza timoniere rischia la deriva.

di Marcello De Cecco e Fabrizio Maronta da Limes 4/13 

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maggio 19, 2013

“Il nuovo F-35 verrebbe abbattuto dai caccia che volano da 30 anni”


Gli F35 sono una “sòla”, questo è chiaro. Ora lo ammette anche il Pentagono, lamentandosi del pessimo lavoro fatto dal “complesso militare.industriale”. Ma l’Italia ancora non disdice l’acquisto.

Lo scrive La Stampa di Torino, quotidiano di casa Fiat. Non proprio degli “antagonisti” pieni di pregiudizi…
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maggio 18, 2013

LA TEORIA DELL’AUSTERITA’ DI SMITH/KLEIN/KALECKI.

 

PAUL KRUGMAN (krugman.blogs.nytimes.com) – Noah Smith ha recentemente espresso un interessante punto di vista (1) sui reali motivi per cui le élite sostengono così tanto l’austerità, anche se in pratica non funzionano. Le elites, egli sostiene, vedono le difficoltà economiche come un’opportunità per costringere a delle “riforme” – cioè in sostaVisualizza altro

maggio 18, 2013

Fiat, la scusa della crisi per chiudere in Italia.



– La crisi economica in atto rappresenta un invito a nozze per la Fiat per giustificare, di fronte ad una classe politica disattenta ed incapace, la chiusura degli stabilimenti italiani del gruppo, il trasferimento della produzione all’estero e soprattutto il trasferimento della sede del nuovo gruppo Fiat-Chrysler oltre Atlantico. Visualizza altro

maggio 18, 2013

Cassintegrato si uccide gettandosi da ponte

 

L’uomo, un ceramista di circa 50 anni, sposato e con tre figli, è morto sul colpo. Inutile ogni soccorso.

Ancora un suicidio per la crisi, ancora un morto a causa della disoccupazione. Succede troppo spesso ormai che abbia la meglio la disperazione.
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maggio 18, 2013

Tutte le contraddizioni di Bini Smaghi.

 

morire-austerita-190x300di Stefano Lucarelli per Keynes Blog

Non è cosa di tutti i giorni vedere un ex membro del comitato esecutivo della BCE arrampicarsi sugli specchi dinanzi ad una serie di critiche puntuali. Mercoledì scorso ad Ancona, Lorenzo Bini Smaghi ha presentato e discusso con alcuni degli economisti italiani più capaci di criticare le ricette mainstream per uscire dalla crisi, il suo ultimo libro Morire di austerità. L’incontro era organizzato dal Mofir, un gruppo di ricerca estremamente vivace, attento all’analisi empirica delle principali variabili di politica monetaria e fiscale senza essere incline alla baloccometria (pericolo denunciato da de Finetti ben prima dello scandalo Reinahrt-Rogoff) e capace anche di aprirsi ad un pubblico di non specialisti.

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maggio 18, 2013

Ricchi sempre più ricchi.

Cresce e si divarica sempre piu’ la forbice delle disuguaglianze sociali. Il 10% delle famiglie italiane detiene poco meno della meta’ (47%) della ricchezza totale. Il resto (53%) e’ suddiviso tra il 90% delle famiglie. Lo segnala la Fisac Cgil, sulla base di uno studio sui salari nel 2012. Una differenza che diventa macroscopica mettendo a confronto il compenso medio di un lavoratore dipendente e quello di un top manager: nel 2012 il rapporto e’ stato di 1 a 64 nel settore del credito, di 1 a 163 nel resto del campo economico. Nel 1970, sempre secondo lo studio del sindacato del credito della Cgil, tale rapporto era di 1 a 20. ”Qui c’e’ la vera ingiustizia” commenta il segretario generale della Fisac Agostino Megale. In pratica, in 4 anni, dal 2009 al 2012, un lavoratore in media ha percepito 104 mila euro di salario lordi. Un amministratore delegato (dati riferiti ai primi 10 gruppi per capitalizzazione a piazza Affari), nella media dei 4 anni, ha accumulato invece 17 milioni 304 mila euro, con una differenza a favore di quest’ultimi di 17.200.000. Il rapporto calcola in 26mila euro lordi il salario medio di un dipendente, a fronte dei 4 milioni 326mila euro del compenso medio per un top manager. Per Megale, i numeri del rapporto sottendono ”un distacco enorme che richiede subito una legge che imponga un tetto alle retribuzione dei top manager”.

maggio 16, 2013

La politica fa bene a Mediaset.

Bella trimestrale, certo. Sta di fatto che il primo mese di governissimo Pd-Pdl si appresta a chiudersi con ottimi risultati, come non se ne vedevano da tempo, per Mediaset.

 

 

- grafico: La Stampa / via danx
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