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Ingredienti:(per 4 persone) 600 gr. di totani
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preparazione: |
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Totani e patate all’amalfitana.
Marmellata di mele cotogne.
Io ho un albero che mi da tante mele cotogne. Perchè buttarle?
FARAONA ALLE MELE
Oggi mi va di mangiare una bella gallina faraona. E’ domenica e ce la meritiamo.
L’unica variante alla ricetta è stata quella di mettere al posto delle mele normali le mele cotogne del mio giardino.
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Per 6 persone.
una faraona da circa kg.1,200,
3/4 mele,
1 scalogno,
un rametto di rosmarino,
un ciuffo di salvia,
50 gr. di burro,
un dl di vino rosso,
sale, pepe.
In una casseruola (preferibilmente di coccio) far rosolare il burro con lo scalogno, salvia e rosmarino finemente tritati.
Unire la faraona intera, pulita e fiammeggiata, salare e pepare e far dorare da tutti i lati.
Aggiungere le mele tagliate a dadini e bagnare con il vino rosso.
Mettere tutto in forno già caldo a 200°C e cuocere per circa un’ora e 20′ bagnando ogni tanto con il fondo di cottura.
Alla fine, sistemare la faraona su un piatto da portata, schiacciare bene le mele in modo da ottenere una salsa morbida e nappare.
Servire ben caldo.
E’ buonissima e poco calorica.
Ricette light veloci: spezzatino di coniglio, secondo piatto di carne, solo 490 calorie a porzione.
Lo spezzatino di coniglio rappresenta un pasto completo, può essere considerato un secondo piatto a cui abbinare un piatto di verdure come contorno oppure, se preferisci, un piatto unico considerando che fra gli ingredienti dello spezzatino di coniglio ci sono anche melanzane e peperoni. Poco più di mezz’ ora di tempo fra preparazione e cottura, la difficoltà di preparazione è assolutamente molto bassa.
Ricetta spezzatino di coniglio – solo 490 calorie a porzione
Ingredienti per 4 persone
- 800 g di coniglio tagliato a pezzi
- 200 g di peperoni
- mezza melanzana
- 1 spicchio di aglio
- 1 trito di prezzemolo
- 3 cucchiai di olio extravergine di oliva
Preparazione
Tagliate il coniglio a pezzetti e rosolatelo in una padella con l’ olio e l’ aglio.
Quando il coniglio sarà ben colorito toglietelo dalla padella.
Affettate i peperoni e la melanzana tagliati a pezzetti, incoperchiate e cuocete per 15 minuti.
Rimettete il consiglio nella padella e portare a termine la cottura, unendo il prezzemolo tritato all’ ultimo minuto.
Mescelatelo e servitelo.(mondo benessere)
Proteggere il tonno dall’estinzione con una ricetta: spaghetti al tonno fujuto.
A Napoli c’è una famosa ricetta: spaghetti alle vongole fujute. Ossia sono spaghetti conditi da pomodorini freschi fatti saltare in padella con aglio e profumati al prezzemolo anziché al basilico, il che fa esclamare: e le vongole dove sono? Fujute!, cioè scappate via. Il fatto che le vongole non ci siano è per ragioni puramente economiche! Ma vi assicuro che gli spaghetti sono altrettanto squisiti anche in assenza dei bivalve.
Ebbene, gli amici di veganblog, adottano lo stesso principio di fuga per questioni etiche e propongono una ricetta estiva, che ci ricorda il mare e le vacanze ma senza il tonno. Il che gioca doppiamente a nostro favore: con un piccolo gesto evitiamo di mettere nei nostri piatti un po’ di tonno che in questo momento, causa pesca intensiva, rischia l’estinzione. Nel caso, valutaste che proprio, no, non ne riuscite a fare a meno, consultate la lista delle scatolette da evitare stilata da Greenpeace. (Ecoblog)
http://www.ecoblog.it/
Ingredienti per due persone:
2 etti di spaghetti (meglio integrali o se non integrali Senatore Cappelli); mezza bottiglia salsa di pomodoro bio, 80 g granulare di soia; un gambetto di sedano; una carotina; mezza cipolla (se grande, intera se piccola); uno spicchio d’aglio nudo; un pugnettino d’alghe (io ho usato arame, kombu, spirulina); una grattugiata di noce moscata; peperoncino, 1 foglia di alloro; prezzemolo; olio extra vergine d’oliva (bono) sabino; pecorino veg.
Ricette anticancro:Insalata di bulgur(frumento integrale) e lenticchie.
Le migliori lenticchie per questa ricca Insalata sono le lenticchie Beluga verdi o nere. Hanno infatti maggiori probabilità di rimanere intatte durante la cottura delle lenticchie marroni.
Ingredienti:
1 tazza di lenticchie verdi o Beluga, sciacquati
1 piccola cipolla, tagliata a metà
2 spicchi d’aglio, leggermente schiacciati
1 foglia di alloro
Sale qb
1 fine tazza o bulgur medio
4 scalogni, a fette sottili (più gusto)
4-6 ravanelli a fette sottili
1 tazza di prezzemolo tritato
2-4 cucchiai di trito di menta fresca
1 / 3 tazza di succo di limone fresco
1 cucchiaino di semi di cumino, leggermente tostato e macinato
1 / 2 bicchiere di olio extravergine di oliva
1. Combinare le lenticchie, la cipolla, l’aglio e la foglia di alloro in una casseruola, aggiungere 2 e 3 tazze di acqua, sufficienti a coprire da uno o due pollici. Portare a ebollizione, aggiustare di sale, abbassate la fiamma, coprite e fate cuocere 25 minuti finché sono tenere, ma intatte. Togliere dal fuoco. Rimuovere e gettare la cipolla, spicchi d’aglio e la foglia di alloro.
2. Nel frattempo, posto il bulgur in una ciotola media, aggiungere il sale a piacere. Coprire con 2 tazze di calda o acqua bollente, e lasciar riposare per 20 a 25 minuti fino a quando la maggior parte dell’acqua viene assorbita. Fognatura attraverso un colino e far uscire l’acqua.
3. Combinare le lenticchie, bulgur, scalogno, ravanelli, prezzemolo e menta in una grande ciotola o insalatiera. Sbattere insieme il succo di limone, il cumino, sale e pepe al gusto, e l’olio d’oliva. Unire con l’insalata, e servire.
Andar per osterie nelle langhe:i batsoà
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I batsoà non sono altro che gli zampini del maiale. Il nome (pronunciato batsuà) viene dal francese bas de soie (calze di seta) per la finezza e la tenerezza della carne. Tradizionalmente venivano preparati il giorno dell’uccisione del maiale poiché costituivano una parte non conservabile dell’animale. Ancora oggi sono più facilmente reperibili nella stagione che va da novembre a febbraio in cui appunto si ammazza il maiale.
La gastronomia regionale ne fa una parte importante del fritto misto alla piemontese ma può essere preparato anche lasciando marinare le carni lessate in acqua e aceto per diverse ore.
Per quanto riguarda il vino da abbinare propenderei per una barbera, dotata di bella acidità e adeguatamente tannica, in grado di bilanciare la tendenza dolce dello zampino e la succulenza della frittura; nel caso della versione marinata magari una barbera resa più morbida da un passaggio in barrique.
ricette delle osterie delle Langhe: la fonduta.
Tagliate la fontina e il fontal a dadini, poneteli in una terrina e copriteli di latte. Lasciate riposare per sei ore a temperatura ambiente. Versate i formaggi e il latte in una casseruola alta e stretta, sistematela in un bagnomaria caldo e fate fondere lentamente le fontine aiutandovi con il frustino. Quando sono quasi del tutto sciolte, aggiungete quattro rossi d’uovo, e completate la cottura sempre rimestando
Nel momento in cui la crema raggiunge una buona consistenza è giunto il momento di toglierla dal fuoco e servirla calda.
La fontina viene servita in piccole scodelle di coccio e guarnita con qualche fettina di tartufi d’Alba.
Può essere usata come condimento degli gnocchi di patate o per ricoprire flan di spinaci e di altre verdure.
Sembra un piatto facile ma è determinante indovinare i tempi di cottura.
La fonduta Piemontese appartiene ai piatti della cucina borghese dell’ottocento: già Giovanni Vilardi nel “Trattato di cucina” del 1854 ne da la ricetta e la guarnisce con tartufo d’Alba. In primavera la si può mischiare con piselli e tocchetti di asparagi.
Ingredienti:150 gr di fontina della valle d’Aosta; 150 gr di Fontal; 2 bicchieri di latte 4 uova fresche.
