La spending review e il “punto di vista del Tesoro”

Meno 2,5 per cento. E’ il dato sulla decrescita del Pil italiano diffuso ieri dall’Istat, riferito al confronto tra secondo trimestre del 2012 e secondo trimestre del 2011. E’ il peggiore dal 2009. Rispetto all’inizio dell’anno siano già più poveri dello 0,7%.

Mentre questi dati venivano annunciati, il Parlamento ha approvato in via definitiva la “spending review” in cui convivono i tagli alla spesa, in buona parte “lineari”, come nella tradizione di questi anni, e alcuni aumenti delle tasse. In una “spending review” ci si aspetterebbe di vedere tagliate le spese poco produttive: eppure lo Stato continuerà a rimborsare farmaci “di marca” e ad acquistare 90 aerei militari F35, per la somma di 10 miliardi.

Quello che sta accadendo in Italia, come nel resto dell’Europa meridionale, è contrario non solo alla teoria economica keynesiana ma, a questo punto, persino al buon senso. Non deve tuttavia stupire. Il riferimento teorico di questa politica è semplice e prende il nome di “Treasury view”, il “punto di vista del Tesoro”.

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