QUELLO CHE VIENE TACIUTO.


“Nel giugno 1981, una commissione di studio, presieduta da Paolo Baffi, direttore generale di Bankitalia, deliberò di seguire lo schema d’un giovanotto, molto stimato dai Rothschild, tale Mario Monti, il quale propose l’emissione di titoli a lungo termine, con aste mensili e quindicinali, in modo… che il rendimento cedolare fosse fissato dal mercato, con scadenze tra i 5 e i 7 anni.

Il che, a detta del professorino, garantiva il potere d’acquisto e, secondo gli esiti delle aste, un piccolo rendimento dell’1-2%. Il Tesoro, zufolò Monti, avrebbe avuto da 5 a 7 anni per programmare e finanziare meglio la spesa pubblica. La proposta passò con standing ovation. Il deficit andò su come un proiettile. Le spese aumentarono invece di diminuire. Mentre Mario Monti procurava il credito a tassi impossibili, aumentarono tasse e benzina, le spese sanitarie sfondarono di mille miliardi di lirette il finanziamento statale. “

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6 commenti to “QUELLO CHE VIENE TACIUTO.”

  1. Questi sono i soggetti che portano impunemente gli Stati ed i Popoli alla rovina e, ciononostante, percepiscono mensilmente uno stipendio complessivo di 72 mila euro! Ma gli Italiani cosa fanno? Altro che suicidarsi!!!

  2. E chissà quante verità vengono “regolarmente” taciute o insabbiate … arriveremo al delirio!

    • Questa è una una notizia che viene da lontano. Ci sarebbe da chiedersi se “nonno Giorgio” prima di imporlo al Parlamento, violando palesemente la Costituzione, si fosse informato sul soggetto prescindendo dal fatto che anche un asino sarebbe stato meglio di Berlusconi.
      Ciao.

      • The King Giorgio, come simpaticamente lo chiamano oltremanica e oltreoceano, sa, eccome se sa, così come sa anche la storia della sua famiglia, di Monti, intendo:«I Monti, modenesi, si trasferirono a inizio Novecento a San Giuliano Milanese, dove il capofamiglia fu medico condotto ed ebbe una figlia, Lucia, finita in sposa a Raffaele Mattioli, dominus della Banca Commerciale. (Giancarlo Galli, Avvenire 5 maggio 2006) Il nipote Gianni, padre di Mario, dirigente di banca ‘con una schizzinosa distanza dalla politica’, sposò Lavinia Capra» (Corriere – Mario Monti). La sua nomina quindi si annovera nei libri genealogici del famiglia mattioli seguace di Giuseppe Toeplitz, banchiere ebreo polacco che lo introdusse alla Banca Commerciale. Il predecessore di Mattioli sarebbe stato infatti un seguace dei falsi messia ebraici Sabbatai Zevi e Jacob Frank, propugnatori di un eresia gnostica basata sulla deliberata trasgressione delle norme morali senza limite alcuno, il tutto in un contesto esteriore di apparente devozione alla religione cattolica o islamica. (http://www.30giorni.it/articoli_id_4170_l1.htm)

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